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Culture

"Sì, mi sono inventato la biografia di Dylan"

Un giovane giornalista americano, un astro emergente, ha ammesso d'essersi inventato molti aneddoti e frasi attribuite al menestrello di Duruth. Il libro ritirato dal mercato

Redazione
martedì 31 luglio 2012 23:01

Jonah Lehrer
Jonah Lehrer

Se l'è inventate. Per dare un po' più di sale alla sua biografia su Bob Dylan. S'è inventato molte frasi virgolettate, molti aneddotti, s'è inventato addirittura di aver ascoltato e visto "inediti", mai esistiti. E così, Jonah Lehrer, 31 anni - uno dei nomi in ascesa nel mondo del giornalismo americano - è stato costretto a dare le dimissioni dal suo prestigioso incarico: ora non è più nello «staff writer» del New Yorker.
Al centro della vicenda c'è il libro scritto dal giovane giornalista, «Imagine: How Creativity Works». Un libro da poco in vendita e che era già diventato un mezzo successo editoriale. Non perché riveli chissà cosa della biografia del menestrello di Duruth ma perché, fra le altre cose, conteneva alcuni giudizi tranchant sui vecchi "colleghi" di Dylan e su alcuni membri del suo entourage. E soprattutto perché raccontava alcuni passaggi del film documentario su Dylan, il celeberrimo documentario di Scorsese sul musicista, che sarebbero stati tagliati nella versione definitiva.
La cosa ancora più strana è che la falsa biografia - forse sarebbe meglio dire la biografia "gonfiata" - non è stata scoperta per la denuncia di Dylan. Il quale, come sempre su tutto ciò che lo riguarda mantiene il silenzio più assoluto. No, a scoprire gli altarini è stato un altro giornalista, innamorato anche lui di Dylan e della sua musica, Michael Moynihan.
Moynihan è andato a verificare uno per uno gli episodi inediti di cui parlarva Leher. Non ha trovato neanche una conferma. Così ha scritto a sua volta un artiolo su Tablet, una rivista elettronica di culture alternative. Ne è nato un caso.
Jonah Lehrer per un po' ha resistito, poi incalzato, ha dovuto ammettere di essersi inventato tutto ciò che rendeva originale il suo lavoro. Molte frasi, altre parole le aveva "decontestualizzate", cioè Dylan le aveva dette in altre occasioni e lui le aveva attribuite a ciò che serviva al suo racconto. E soprattutto ha ammesso di non aver mai visto parti inedite del documentario di Scorsese. Tanto meno quella in cui il folkwriter se la sarebbe presa col suo vecchio manager Jeff Rosen
Ora l'editore ha richiamato il volume. E Lehrer ha pubblicato online una confessione. S'è dimesso.