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Culture

Insulti sessisti per strada, il documentario choc

Belgio, la giovane regista Sofie Peeters passeggia con la camera nascosta per un quartiere di Bruxelles. Ed è una via crucis di molestie verbali: "Cagna", "Puttana", "Schifosa"

AdminSito
giovedì 2 agosto 2012 17:32

Victor Castaldi

Sofie Peeters è una giovane diplomata in una scuola di cinema di Bruxelles.
Per il saggio di fine corso ha deciso di girare un film su un tema tanto sgradevole quanto ancora diffuso: le molestie verbali che subisce una donna camminando da sola per la città.
Un documentario che ha realizzato con una telecamera nascosta, passeggiando alcune ore per le vie e le piazze di un quartiere popolare della capitale belga e che apre un'inquietante squarcio sul maschilismo ordinario che le donne sole nella strada sono costrette a subire.
L'effetto finale è sconfortante: decine di uomini si avvicinano alla ragazza per abbordarla, alcuni le propongono di bere una birra o un caffè in un bar o a casa propria, altri di andare direttamente a letto insieme. Al gentile rifiuto della giovane scatta automaticamente l'insulto da parte del maschio frustrato: "Puttana", "Cagna", "Schifosa", un vero e proprio martellamento di ingiurie.
C'è anche chi si permette di farle la morale: "Che ti lamenti se vai in giro conciata in quel modo". "Quel modo" in realtà è un semplice vestito estivo come se ne vedono a migliaia in una grande metropoli moderna. Altri ancora le danno un consiglio: "Se non vuoi essere rimorchiata fatti accompagnare da un ragazzo".
Il documentario sta suscitando un appassionato dibattito in Belgio e in Francia, specialmente sul social network Twitter (hashtag #harcelementderue), dove centinaia di donne raccontano le molestie verbali che sono costrette a subire ogni giorno, lo squallido sessimo dei commenti, l'aggressività inusitata degli uomini predatori, appollaiati ai bordi delle strade, nei centri commerciali, sui tavolini dei caffè all'aperto, in attesa di fischiare, denigrare, umiliare la bella ragazza che passeggia da sola.
E pensare che Sofie Peeters è stata persino accusata di razzismo da alcune associazioni in quanto la gran parte degli uomini che la aggrediscono verbalmente è di origine maghrebina. Un'accusa volgare e ipocrita, alla quale la regista risponde serena: "Nove persone su dieci tra coloro che mi hanno insultata sono di origine straniera è vero, e quindi mi sono chiesta anch'io se il mio documentario non poteva prestare il fianco a questa accusa, ma è ridicolo, io ho filmato la realtà per quella che è e non mi interessa sapere di che nazionalità sono gli uomini che si comportano così".
In autunno il Belgio adotterà una legge che punirà le ingiurie sessiste con una forte sanzione pecuniaria: chi vorrà continuare a insultare le donne per la strada sappia che le multe saranno molto salate.
Il che non eliminerà certo il maschilismo, ma almeno ne limiterà gli effetti.

Clicca qui per vedere un estratto del documentario