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Mondi

E "Diablo" alla fine si scoprì vulnerabilissimo

Blizzard, la produttrice del gioco più venduto al mondo, con un reticente comunicato ha informato che è stato violato il suo network. L'annuncio 5 giorni dopo

Redazione
lunedì 13 agosto 2012 19:13

Usano un tono colloquiale, come vuole lo stile dell'impresa. Usano mezze parole, neanche fossero due nerd che si scambiano qualche impressione sull'uso del loro pc. "No, non credo che sia stato manomesso il nostro data-base.", "certo, il rischio c'è ma per ora non mi risulta furto di dati... ma tutto può essere...". Peccato che a usare questo linguaggio - e a dire queste cose - sia una delle più grandi imprese dell'entertainment, la Blizzard. Forse la più grande.
La società, con uno scarno comunicato, ha spiegato che, ormai quasi una settimana fa, si è accorta che "qualcuno" - dice proprio così - era entrato nel suo network. Cosa ha fatto l'intruso? Molti giorni dopo ancora non si sa, si resta nel vago. La Blizzard spiega - sempre con lo stesso tono colloquiale - che per ora non c'è "alcun riscontro" che siano state prese carte di credito o "altre informazioni di carattere finanziario". Probabilmente no, ma non è detto...
Stessa cosa anche per gli indirizzi email e soprattutto per gli account sul sito battle.net. Si tratta del più grande circuito di gioco on line, dove si entra (a pagamento) e che conta milioni di utenti. Anche in questo caso, "pare" che l'intruso abbia preso le password. Ma ha prelevato password ancora criptate. "Tradurle", sostiene sempre Blizzard è difficilissimo. Anche se non impossibile...
Le uniche indicazioni circostanziate riguardano le aree del mondo: sicuramente a rischio ci sono i giocatori nordamericani. Che farebbero meglio a cambiare la password. E gli altri? Gli europei? Come al solito: non ci sono elementi che facciano pensare che gli "invasori" siano in possesso dei loro account... ma pure qui, non è detto che sia proprio così...
E ancora, l'ultima. Sempre quel "qualcuno" che è entrato nel network può aver compromesso la sicurezza delle cosiddette Authenticator. Chiavette, vendute a caro prezzo (da dieci a venti dollari) che dovrebbero consentire di giocare on line anche dai cellulari, in massima sicurezza.
E ora? La Blizzard indaga. Ci ha messo cinque giorni per rendere noto la violazione del proprio network, però assicura che sta lavorando "alacremente" anche in questi giorni di festa.
Resta da dire che l'"intrusione" telematica suona strana davanti ad un colosso di queste dimensioni, che pure dovrebbe investire molto sulla sicurezza dei suoi utenti. Per dirne una, la Blizzard detiene il record di vendita di un videogioco: il suo Diablo III è stato acquistato da sei milioni e mezzo di utenti. Tre milioni e mezzo nel giorno del lancio sul mercato mondiale. E poi ci sono le decine di milioni (decine di milioni) di abbonati on line, che giocano sul web. E poi ci sono gli altri titoli che hanno fatto la storia - recente - dei videogiochi: WarCraft Uno, Due, Tre, StarCraft, eccetera, eccetera. Un colosso, insomma. A quanto pare, però, vulnerabile.