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I repubblicani fanno sparire 177 mila elettori?

New Mexico: recapitata una lettera ai nuovi iscritti nelle liste, dove si spiega che saranno sottoposti a misteriosi accertamenti. La rabbia degli attivisti per i diritti civili.

Redazione
mercoledì 15 agosto 2012 09:15

Diane Wood, la leader del movimento per i diritti civili in New Mexico
Diane Wood, la leader del movimento per i diritti civili in New Mexico

La partita si fa dura. Durissima e sembra proprio che qualcuno abbia ricominciato a giocare coi soliti sistemi. Si parla delle elezioni americane di novembre. Quelle elezioni che, stando ai sondaggi, sono più che mai incerte, appese ad un filo. Bene, una delle prime segnalazioni sui tanti strumenti che qualcuno proverà ad utilizzare per truccare la partita, arriva da Democracy Now. Uno dei gruppi più autorevoli, indipendenti, da sempre in prima fila contro tutti i tentativi di restringere gli spazi di libertà negli States. Democracy Now racconta di quel che avviene nel New Mexico. Qui - come in tanti altri Stati - sono attive le campagne per portare i cittadini ad iscriversi alle liste elettorali. Condizione indispensabile per poter esprimere una preferenza a novembre. Bene, in uno Stato che alle ultime elezioni su un milione e trecentomila abitanti ha visto partecipare al voto appena 746 mila persone, il gruppo "The Voter Partecipation Center" - che svolge la sua attività in modo asolutamente bipartisan - aveva raccolto le adesioni di molte migliaia di nuovi iscritti. In gran parte di origine latino americana. Che , com'è noto, alle elezioni del 2008, sono stati determinanti nell'affermazione di Obama.
Subito, allora, è scattato l'allarme al segretario di Stato del New Mexico, Dianna Duran, una repubblicana di ferro.
Così, senza dare molto nell'occhio, l'esponente repubblicana - meglio: della destra repubblicana - ha scritto una lettera ai nuovi iscritti alle liste elettorali. Spiegando loro che "lo Stato si riserva di svolgere altri accertamenti". Insomma, il loro diritto al voto non è affatto garantito.
Il guaio per Dianna Duran è stato che la lettera - per errore - è stata recapitata anche a chi non avrebbe dovuto riceverla, nè saperne nulla. Così è finita nella mani della moglie di un dirigente del partito democratico ma soprattutto è stata recapitata a casa di Diane Wood. Un guaio per i repubblicani: da quelle parti, quella donna, è un nome famoso. E' la fondatrice, l'animatrice, la presidente dell'associazione per le libertà civili nel New Mexico. Il gruppo - agguerritissimo - si chiama "I guardiani della libertà". Nella loro agenda ci sono i diritti degli omosessuali, dei migranti, il diritto alla privacy, la battaglia contro gli abusi della polizia.
Ecco perché la lettera della Duran non è passata sotto silenzio. Il gruppo di attivisti legati a Diane Wood ha cominciato ad indagare. E ha scoperto che la minacciosa missiva è stata inviata a 177 mila elettori del New Mexico. Tutti dovrebbero essere sottoposti a strane "verifiche" - di cui ancora non si sa nulla - prima delle elezioni. La ragione? Sembra che si siano registrati anche un gruppetto di ragazzi che non ne avevano diritto. Una manciata di nomi su 177 mila. Il sospetto, insomma, il sospetto più che fondato, è che non li vogliano far votare. In uno Stato dove alle penultime elezioni, Bush vinse per appena undicimila voti.
Amaro, ed ironico come sempre, il commento di Diane Wood: "Ho speso tutta la mia vita per ottenere il diritto degli altri a votare. Ora dovrò lottare per garantire il mio diritto al voto".