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Trovata Terra Nova, la nave del Capitano Scott

Localizzata al largo della Groellandia l'imbarcazione che portò il Capitano allo stretto di McMurdo, dove cominciò la sua marcia verso il Polo Sud. Marcia senza ritorno

Redazione
giovedì 16 agosto 2012 22:08

La mappa disegnata dal sonar che ha fatto identificare la Terra Nova
La mappa disegnata dal sonar che ha fatto identificare la Terra Nova

Terra Nova, la nave del leggendario capitano Scott è stata localizzata. E' nelle acque, nelle profonde acque gelide - e molto spesso ghiacciate - che circondano la Groellandia. Più o meno dove 69 anni fa si inabissò. Qualcuno ora parlerà di strane coincidenze, di "segnali del destino". In ogni caso, è davvero singolare che la scoperta avvenga esattamente nel centenario della tragica spedizione al Polo Sud e della morte del capitano Scott.
Una storia che tutti conoscono e che quindi può essere riassunta in poche parole. Nel giugno del 1910, la Terra Nova, una tre alberi di cinquantasette metri, salpò dall'Inghilterra diretta in Nuova Zelanda. L'isola, e più esattamente la città di Wellington, sarebbe diventata la "base" per tentare l'esplorazione del Polo Sud. La prima esplorazione del Polo Sud via terra.
Scott e i suoi uomini - un equipaggio colorito e composito, come raccontò lui stesso nei suoi diari - si preparò per più di un anno alla spedizione. Analisi scientifiche, test, "prove" nelle condizioni più disagiate. Poi, finalmente, nel 1912, la spedizione partì.
La Terra Nova li portò fino allo stretto di McMurdo, poi da lì il capitano proseguì a piedi, sulla calotta.
Il viaggio di andata fu difficile, difficilissimo, rallentato dalle condizioni climatiche particolarmente avverse. Ma la fatica e le sofferenze furono nulla rispetto alla rabbia che provarono quando arrivarono al Polo Sud. Qui, trovarono che un'altra spedizione li aveva preceduti. Era quella guidata dal norvegese Amundsen. Che, sul posto aveva lasciato una slitta da neve, ad indicare il punto esatto del Polo Sud, la bandiera del suo paese e una ricca raccolta di appunti scientifici. Lasciati lì perché Scott li ritrovasse.
A quel punto, il gruppo di esploratori inglesi cominciò subito la marcia per tornare alla nave, quasi mille e cinquecento chilometri. Ma né Scott, né i suoi uomini avrebbero mai più rivisto la Terra Nova. Uno dopo l'altro morirono di stenti e di freddo. I corpi degli ultimi tre, fra i quali quello del Capitano Scott, furono recuperati otto mesi dopo. In una tenda. E fu così salvato il dettagliatissimo diario del capospedizione. Diario che si concludeva con un saluto alla moglie. Parola poi cancellata e sostituita con: "vedova".
La Terra Nova rimase all'ancora per quasi un anno, poi ripartì. Impiegata per mille viaggi, mille missioni. Fino a ché, nel '43, non naufragò al largo della Groellandia. Stava portando rifornimenti ad una base artica. In quel caso, l'equipaggio fece in tempo a salvarsi, grazie anche all'immediato intervento della Guardia Costiera.
Da allora la nave giace in fondo al mare. Mare spesso coperto da ghiacci. Questo ha reso difficilissime le sue ricerche. Fino a pochi giorni fa, quando un tecnico della spedizione della Schmidt Ocean Institute non ha avvertito un segnale irregolare dal sonar. La mappa del sonar indicava un rilievo non identificabile. Subito è stato spedito sul fondale un robot che ha scattato delle foto e fatto dei rilievi. La nave che riposa in fondo alle acque gelide è lunga esattamente cinquantasette metri. Si è aspettato ancora un po', per studiare ancora meglio le foto e, quando si è stati sicuri, è stato dato l'annuncio. La Terra Nova è stata ritrovata.